12 Agosto 2009

FOR WACKEN, WACKEN FOUR (PARTE V)

2 agosto 2009      

 

GWAR
Piccola dimenticanza: in contemporanea ai Korpiklaani e prima dei Subway to Sally si sono esibiti pure i GWAR sul black metal stage. Da lontano vediamo sul palco e sui megaschermi lo spettacolo di questi mostri notturni: un anno dopo i Lordi ecco un’altra band a carattere horror. Si vede un dinosauro enorme, il cantante che ha una specie di vescica mi sembra a forma di maialino che spara del liquido verdastro e ci sono altre finezze e prelibatezze simili. Insomma una band di zozzoni divertenti da guardare ma pressocchè insignificanti dal punto di vista musicale.

ADDIO HOLY GROUND

Mi sveglio prima delle 8 e inizio a rimettere un po’ d’ordine tra i bagagli. La valigia e lo zaino sono in gran parte pronti e infatti esco presto dalla tenda per andare a farmi un giretto. Ho voglia di andare a fotografare la struttura vista ieri notte e così mi faccio una bella passeggiata. Mentre cammino poco distante dalla tenda una coppia apparentemente verso la quarantina, seduta tranquillamente nelle sdraio davanti alla loro tenda, mi saluta con un sereno “Guten Tag” e io rispondo con la mano. Basta un saluto alla fine di tutto e la gente è felice solo per il fatto che tu sia lì a condividere un momento con loro. Dopo la foto torno alla tenda e tutto il tragitto mi porterà via circa 40 minuti. Una volta tornato è l’ora di smontare la tenda, operazione non facile, ma alla fine con un po’ di pazienza ci sono riuscito. Certo non sono nelle condizioni dell’anno scorso in cui avevo difficoltà persino a uscire dalla tenda a causa del ginocchio distrutto. Fin dal risveglio l’aere è allietato dalla soave voce di uno speaker che annuncia arrivi e partenze dei bus dalle varie postazioni: peccato che il crudele staff di Wacken abbia preposto a questo compito un tizio dalla lingua di pezza che coi suoi evidenti difetti di pronuncia suscita l’ilarità generale per ore e ore e addirittura in qualche occasione ride lui stesso quando si impappina a pronunciare nomi. Noi abbiamo il bus alle 11 e dopo una foto fatta ai resti dell’ holy ground con marce di barbari diretti sulla via di casa decidiamo di andare a cercare il nostro bus. Una volta trovatolo abbiamo di fronte l’accoppiata dell’anno: il nonnino “Probleme?” e l’hippy che aveva guidato il bus l’anno scorso. Saliamo senza problemi e ci mettiamo in fondo al bus e accanto a noi c’è gente tranquilla: inglesi e canadesi. Purtroppo arriva un tizio scappato dagli anni ’70 e con un vocione fastidioso che non fa che parlare ininterrottamente finchè non si addormenta, facendo a tirare a tutti un sospiro di sollievo. Mentre è appoggiato al tavolino per un paio di volte va a sbattere e si svegli di soprassalto causando l’ilarità generale. Anche io mi appisolo per un pezzo, dal momento che c’è l’autostrada invasa da metallari che rientrano ad Amburgo e il nonnino per due volte sarà costretto a uscire e a fare strade alternative per portarci a destinazione. Così arriviamo alla Remedy solamente dopo le 13 e a quel punto io e Lidia ci separiamo. Non ho voglia di spendere soldi per la metro e mi sento ancora in forze per un altro sforzo: la solita manciata di chilometri dalla Remedy alla stazione a piedi, con valigione e zaino carico al seguito. Tutto procede perfettamente nonostante ci sia un po’ di caldo adesso e io sia vestito come Topolino, come direbbe qualcuno: completo rosso e i pantaloni rossi infilati dentro gli stivali neri, con la felpa di Wacken allacciata alla vita. Mentre cammino una coppia mista asiatico/teutonica con tante di bimbe petulanti al seguito mi avverte che ho perso qualcosa: torno indietro sui miei passi e arrivo davanti a una cartina che non è mia: la prendo, li ringrazio, faccio 10 passi, li maledico per avermi fatto perdere un paio di minuti di tempo e la butto via. In zona Repeerbahn incrocio anche un’attempata coppia di coniugi in bici che al semaforo parlano in italiano e sono diretti verso il porto. Arrivo all’ostello dopo poco più di un’ora di camminata e trovo Lidia seduta con un tizio che le dorme a fianco. Mi vado a sedere un poco per riposarmi, in attesa di fare la fila immensa per prendere le chiavi. Finalmente è il mio turno, mi danno i gettoni per la colazione e saliamo con l’ascensore. Chiaramente questo ascensore è stato progettato per le comiche e non facciamo altro che salire e scendere, tra scambi di card magnetiche e risa delle varie persone che incontriamo. Sbagliamo piano e dobbiamo fare un ultimo piano di scale a piedi. Alla fine siamo finalmente in camera e come al solito vado a battezzare il cesso. Subito dopo decido di andare da solo alla stazione perché sono già passate le solite 24 ore dall’ultimo cibo ingurgitato e mi devo rifocillare. Vado vagando in stile Topolino per le vie di Amburgo e dopo attento girovagare per la stazione compro al vecchio market da cui mi sono rifornito per anni due Kinder pinguì che saranno il mio pasto e un sacchetto di patatine alla paprica e spezie orientali. Quando esco una tizia mi dice qualcosa in tedesco che non capisco, ma capisco solamente che vuole soldi. Dopo che me lo ridice in inglese che deve telefonare e ha bisogno di monete le do 5 centesimi e lei mi toglie gentilmente una coccinella arancione che mi cammina felice in mezzo alla barba. Tornato in camera verso le 17 trovo Lidia già dormiente in stato semi comatoso e così decido di andare a fare la solita doccia infinita post campeggio. Ma prima ho un bis sulla tazza e mi immaginavo già il pubblico festante che mi urlava “Zugabe”. Una volta terminato il terribile compito di pettinare i miei capelli post campeggio e simil rasta mi metto a letto a guardare la tv e da quello che capisco dal televideo apprendo la notizia del ritorno di Michael Schumacher in pista su una Formula Uno e mi rattristo di essermi perso quel momento. Poi cerco un po’ di informazioni sul meteo per domani e anche notizie dal mondo: riesco a capire qualcosa dal televideo e me ne compiaccio non sentendomi pagliaccio di ghiaccio. Su Eurosport trasmettono immagini delle gare di nuoto a Roma e della Pellegrini mentre io sgranocchio avidamente le mie patate. Lidia a quanto sembra non dà segnali di risveglio e anche io decido di non uscire, visto che le mie gambe per oggi hanno già dato tanto. Così continuo a guardare la televisione, dove campeggiano gli immancabili Bud Spencer e Terence Hill, e verso le 10 mi metto a dormire.

 

Report delle spese (6): 3,94 euro di cibo e 5 centesimi di elemosina pro coccinella fanno salire le spese a 229,30 euro. La cosa allucinante è che, togliendo le spese per cd e dvd e l’imprevisto dell’ostello, per cibo,bibite,rullini,spostamenti,ingresso metal market e t-shirt ho speso poco meno di 50 euro.



La "struttura"

L'ultima marcia delle orde barbariche

 

 3 agosto 2009

 

IL GIORNO DI SATURNO

Ci si sveglia con comodo e si va a fare colazione. Con colazione alla tedesca intendesi pantagruelica mangiata da fare schifo a cui a un certo punto si suole porre termine un po’ perché reduci da giorni di semidigiuno, un po’ per pudore. Inizio con due pagnotte che riempio di bacon,salame e formaggio e proseguo con una tazza di latte con yogurt alla ciliegia che vedrà successivamente un bis. Mentre mangio starnutisco e mi parte pure della mucosa dalla bocca e la gente seduta accanto a noi ride invece che nausearsi come faccio io stesso. Dopo le 10 siamo fuori e inizia il grande giorno di Saturno: ci fiondiamo dentro al negozio delle meraviglie e la prima cosa da fare è bersi un po’ d’acqua aggratiss. Poi inizia la caccia con la lista al seguito a roba più o meno segnalata. Purtroppo è sparito l’edizione speciale dell’ultimo degli AC/DC a quel prezzo ridicolo ma troverò tante altre belle cose. Vado pure a farmi aiutare da una commessa carina e molto gentile perché non riesco a trovare più l’articolo degli In Extremo che mi interessava e lei me lo porta trionfante dopo averlo scovato nascosto chissà dove. Mi metto pure a dare indicazioni a un tedesco che vagava nella zona pop e che cercava il reparto metal. Le mie zone d’azione sono metal, alternative (dove si trovano molte band folk metal e pure quelle industrial) e il reparto dvd. Alla fine dei giochi avremo l’acquisto dei seguenti articoli (dopo attenta valutazione delle spese e qualche ripensamento che mi lascerà perdere un disco dei Faun):

 

-Now diabolical dei SATYRICON 16,99 euro (preso dopo molti ripensamenti)

-In electronica remix dei CORVUS CORAX a 14,99 euro (un salto nel buio della techno medieval music)

-Zaubersprueche dei FAUN a 16,99 euro

-Renaissance dei FAUN a 16,99 euro (maledetti cd dei Faun, introvabili da noi e carissimi da loro)

-Rio grande blood dei MINISTRY a 17,99 euro (cd carissimo ma erano tre anni che lo volevo e alla fine ho rotto gli indugi)

-Thunder in the sky dei MANOWAR a 9,99 euro (offertona, visto che a Palermo costa 9 euro in più e dobbiamo già dire grazie che è arrivato)

- Iron will dei GRAND MAGUS a 7,99 euro (altra offerta pazzesca per un disco stupendo uscito un anno fa e che volevo acquistare)

-Twilight of the thunder god degli AMON AMARTH a 9,99 euro (solo la titletrack li vale tutti per un cd uscito meno di un anno fa!)

-Bark at the moon di OZZY OSBOURNE a 4,99 euro (acquisto imprevisto, ma a sti prezzi da noi ci prendi Toto Cutugno)

- Ornament DVD live dei FAUN a 19,99 euro

-Am golene Rhein DVD+2 cd live degli IN EXTREMO a 34,99 euro (grazie alla signorina delle informazioni)

-Flight 666 doppio DVD live degli IRON MAIDEN a 24,99 euro

 

Alla fine alla cassa lascio 196,33 euro, soddisfatto e non rimborsato. Scendiamo al piano di sotto, mi siedo accanto al distributore dell’acqua e inizio a bere in maniera vergognosa bicchierini su bicchierini, tanto che uscendo dopo l’1 mi sarò scolato almeno un’intera bottiglia. La prossima meta è il market dei pezzenti dove compro una bella bottigliona di cola scadente a 54 centesimi e per tutto il giorno sarò a posto. Troviamo pure i biscotti di Ruffino e non possiamo immortalare il tutto con uno scatto.A quel punto torniamo in albergo a posare le cose acquistate e stiamo un po’ là a guardare tv demenziale con programmi di MTV dove dei gay devono abbordarsi tra loro e roba simile. A proposito di gaiezza: mentre eravamo in stanza bussano ed è la tipa delle pulizie dall’aspetto thailandese o giù di lì. Il problema è che ha una bellezza così strana che sembra quasi finta. Poco prima di lasciare l’albergo la incontreremo nei corridoi e ci saluterà con un “Hallooooo” che ha un suono molto strano, non proprio da voce femminile… Dopo le 16 decidiamo di uscire e prendiamo una via che ci porterà fino al porto. Incontriamo una coppia di ragazze di cui una gotica niente male e come al solito, buffoneggiando come sempre, mi inchino al suo passaggio e la tipa saluta sorridendo. Al porto facciamo un giro veloce e ammiriamo anche i palazzi in mano a quelli dei centri sociali di Amburgo che recentemente sono stati coinvolti negli scontri con la polizia. Arriviamo davanti al Fischmarkt e al locale covo dei Running Wild e a quel punto decidiamo di risalire la corrente, ripercorrendo una strada fatta l’anno scorso mentre cercavamo disperatamente un negozio di tende. Troviamo le indicazioni per la farmacia vichinga, la piazza colle sagome dei Beatles, la mia Davidstrasse e il negozio metal sparito, gente allegra e attempata che ci saluta con le corna dicendo “Wacken”. Poi passiamo davanti al famoso club Astra, che per anni non avevo mai notato, dove hanno suonato i Volbeat e prima di loro gruppetti del calibro di Iron Maiden e Black Sabbath, giusto per citarne un paio. Proseguiamo verso il DOM e al semaforo scorgo una gotica vestita a puntino, adatta per la prossima foto. Dopo lo scatto ricordo ci addentriamo all’interno del luna park dove purtroppo non ritroverò l’angolo dei pirati. Una volta usciti da là vedo in lontananza un’altra cosa che non avevo mai visto prima: una statua di pietra enorme che sembra un guardiano del Signore degli Anelli. Faccio una foto da lontano e poi decidiamo di avventurarci più vicino. Saliamo una collinetta e arriviamo ai piedi di questa magniloquente statua: dopo aver salito gli scalini mi faccio scattare una foto ai piedi del cavaliere misterioso, giusto per far contrastare i nostri differenti volumi. Alla fine leggerò che quella statua raffigura Bismarck… mah! A questo punto ritorniamo verso l’albergo e Lidia ha deciso di battere il record mondiale di inciampi in una sola giornata: penso che a fine serata abbia totalizzato sette o otto cozzamenti sul terreno. Faccio una foto con la statua della Zitronenjette. La mongolfiera vicino al nostro ostello è alta nel cielo, finchè non si abbassa nuovamente. E per l’ultima sera mi concedo pure un piatto tipico con un bel currywurst versione small alla stazione. Non trovando un posto dove sedersi alla fine mangiamo seduti per terra come due barboni, col tassista che ci scatta pure la foto durante il nostro lauto pasto. Un ultimo giro verso il Binnenalster in tempo utile per scattare una foto al tramonto e finire il secondo rullino di fotografie e poi l’ultima visita alla Rathausplatz: rispetto alla prima sera adesso c’è il cinema all’aperto, ma proprio quella sera non è prevista alcuna proiezione. Facciamo strade alternative per tornare all’ostello, tra metallari in bicicletta che vanno vagando imperterriti e incontreremo più e più volte e ragazzine che circolano tranquille da sole per viuzze oscure. Arriviamo in camera prima delle 22 ed è tempo di rimettere in ordine i bagagli in maniera quasi definitiva. Nel frattempo nelle stanze di fronte c’è gente affacciata e ci si guarda tutti insieme allegramente, tanto siamo tutti metallari! Dopo l’ennesima porzione di tv tedesca, con tanto di partita di coppa tra il Dusseldorf e l’Amburgo e vittoria della squadra di calcio della “nostra” città ai rigori. Alla fine si spegne tutto alle 24 perché domani ci si sveglia presto. Sperando di non svegliarsi con la tipa delle pulizie nel letto.

 

Report delle spese (7): 199,33 euro da Saturn, 0,54 di cola e 2,9 di currywust fanno salire il conto a 429,07 euro spesi. Considerando che adesso mi restano poco più di 20 euro non è niente male come programmazione economica al centesimo!!



Incontri interessanti ad Amburgo

Davide e Golia... ah no, era Bismarck!

Dammi il tuo Zitrone!!

Currywurst alla stazione

Crepuscolo del dio del tuono: Ragnarok

 

 4 agosto 2009

 

ODISSEA DEI CIELI

La sveglia ufficiale è fissata alle 7, ma in realtà la maledetta luce che filtra dalla finestra mi sveglia molto prima. Inizio a prepararmi e scendiamo presto per la colazione, così ho l’opportunità di apporchirmi in maniera discreta. Mi farò due pagnotte con almeno quattro fette di bacon,altrettante di salame, qualcuna di tacchino e cinque di formaggio ciascuna e poi la solita scodella del latte piena fino all’orlo di yogurt alla ciliegia. In più scendo la bottiglia di cola che devo assolutamente finire prima di andare all’aeroporto e il quadro è completo. Rutto libero garantito e un’altra colazione da ricordare. Saliamo a prendere tutto, consegniamo le schede magnetiche maledette, salutiamo e via verso la stazione dopo le 8. Prendiamo la nostra metropolitana alle :40 dopo che già il giorno prima eravamo venuti in esplorazione per capire dove fosse il binario che ci avrebbe condotto all’aeroporto. Arriviamo lì alle 9 ed è tempo di salutare Lidia e cercare il mio terminal. Arrivo e noto una novità: la gente davanti a dei terminali che stampa dei biglietti. Vado dalla tizia delle informazioni, come al solito gentilissima, e mi spiega cosa devo fare per stampare i miei biglietti. Mi metto davanti allo schermo e faccio tutta la procedura, scegliendo pure i posti sull’aereo in cui voglio stare e dove far spedire i bagagli. A parte il fatto che stavo dimenticando il biglietto Francoforte-Roma, dimenticanza segnalata dalli tipa delle informazioni, mi avvio verso il check in e poi al controllo bagaglio a mano, dove reincontro per qualche secondo Lidia. Un tizio gentile mi chiede di aprire lo zaino dopo che era passato nel metal detector: magari il sacchetto col disegno della Nuclear Blast  non lasciava presagire qualcosa di buono! Alla fine vede che sono cd e dvd e dopo un secondo controllo mi lascia andare. Sono al mio gate alle 9:30 e mi metto un po’ a leggere per passare il tempo. L’aereo parte in perfetto orario e dopo poco più di un’ora mi trovo all’aeroporto di Francoforte. Nonostante non l’abbia mai visto tutto procede regolarmente e vado a posizionarmi con largo anticipo al mio gate, leggendo un poco. Chiedo anche informazioni sul bagaglio, perché non ho chiaro se devo ritirarlo a Roma o lo troverò direttamente a Palermo e mi chiariscono che lo troverò a casa ma di chiedere comunque informazioni a Roma. Dopo mezzogiorno lascio Francoforte e sull’aereo come al solito è trionfo di cibo col panino della Lufthansa e il Bounty. Sono pieno come un otre dopo la colazione e quest’altro panino. Atterriamo a Roma verso le 14:20 e qui inizia il delirio. Per prima cosa chiedo informazioni dei bagagli e mi dicono che lo troverò a Palermo. Poi esco dal terminal e mi dirigo verso quella della partenza. In tutto questo vado al check in per il biglietto e dopo una fila infinita il tizio mi dice che il mio volo è stato anticipato alle 15 anche se sul mio programma c’è scritto 15:25. Inizia a darmi indicazioni e comincia il panico: non so dove devo andare e chiedo informazioni un po’ a tutti. Una dell’Alitalia che fa entrare solamente i passeggeri diretti a Malpensa (infatti da quella porta non passava praticamente nessuno), una volta sentita la storia, mi dice di passare di là così faccio prima ed evito la fila. Pure i poliziotti non fanno problemi e mi metto a cercare il mio gate. Una volta arrivato la tizia mi dice che devo andare al check in che sta indietro ma che ormai è tardi e lei ha chiuso il volo. Corro verso il check in e gli spiego che io non sapevo che avessero anticipato il volo di mezz’ora. Devo pure ringraziare le persone che mi hanno fatto passare dopo che, col fiatone, ho spiegato loro che avevo l’aereo in partenza e persino degli inglesi che non capivano e a cui ho dovuto dirlo in inglese. Una del check in era al telefono e non poteva interrompere, quella che si occupava di me, gentile ma inesperta, aiutata da un altro alla fine hanno perso tempo perché non sapevano bene le procedure in questi casi e hanno dovuto aspettare l’altra. Risultato finale: l’aereo è partito e quelli erano ancora tutti e tre là a giocare coi tasti del pc cercando di capire cosa fare. In tutto questo la tizia del telefono mi chiedeva come mai l’agenzia non mi avesse avvertito del cambiamento e che non era colpa loro ma una mia mancanza il fatto che non mi fossi presentato in orario. Alla fine la ragazza gentile mi dice che per le 17 non c’è posto e anzi c’è gente in sovrannumero e che può farmi volare per le 20. Devo solo andare in biglietteria a farmi fare un altro biglietto. Una parola!!! Inizio a vagare, su e giù, per l’aeroporto: arrivo ai controlli della polizia e il poliziotto mi dà informazioni diverse da quelle che mi avevano dato poco prima. Torno indietro salendo, poi scendo, poi esco, poi vado al banco informazioni dove la classica tizia al telefono non si schioda dalla sua fissità finchè, sempre cornetta in mano, mi dice in inglese che voglio e le dico in italiano che mi hanno fatto appizzare l’aereo e devo fare i biglietti. Mi indica l’ascensore e il primo piano. Inizio a vagare cercando la fantomatica biglietteria, chiedo a una hostess che mi dice: “E’ questa”. Ed era subito alla mia sinistra. Mi metto in fila e chiaramente davanti a me ho la gente più improbabile del mondo: ragazzi italiani con problemi vari di imbarco e famiglia russa o chissacchè al gran completo, con passaporti e millemila carte da firmare. Dietro delle vecchie con animali da imbarcare e una di queste cercherà pure di fottermi il posto prima che un signore inglese le faccia notare che c’ero prima io. In tutto questo da quando sono partito da Francoforte non ho avuto manco il tempo per pisciare a forza di correre a destra e a manca. Espongo il mio caso alla tipa della biglietteria e si radunano dietro le paratie quasi una decina di persone per discutere del caso, con lei che mi dice che è una situazione complicata. Alla fine il Gran Consiglio delibera un parere favorevole e il mio nuovo biglietto è pronto, devo solo andare a fare nuovamente il check in. Prima vado in bagno e poi passo per l’ennesima volta il controllo della polizia. Ormai sono fuori controllo e dimentico dai poliziotti non ricordo se il biglietto aereo o il documento. Una poliziotta urla “Davideeeeeeee” mentre sono ormai sulle scale mobili e sono costretto a tornare indietro a riprendere ciò che avevo lasciato. Vado a sedermi in prossimità del mio gate e inizio a leggere. Avevo già avvertito la famiglia del ritardo e poi sentirò Luigi al quale racconto tutte le disavventure del viaggio. Verso le 18 esploro i bagni e già che ci sono mi siedo a farmi una bella cagata all’aeroporto con gente che fischietta e un bel magazine metal in tedesco da sfogliare: tanto mancano ancora due ore, cosa volere di più dalla vita? Quando manca circa mezz’ora alla partenza vado dal tipo dei biglietti e gli racconto la storia, lui mi guarda e mi fa “E lo vuole riperdere di nuovo l’aereo? Vada al check in a farsi fare il biglietto  che sto aprendo l’imbarco”. Allora mi affretto al check in dove ero stato ore prima a farmi fare il biglietto: la tipa mi chiede come mai ho perso il primo volo e mi dice di affrettarmi perché hanno già aperto l’imbarco per il volo delle 20. E io “Lo sooooo!!!” e inizio a procedere velocemente nella direzione opposta. Tra tanto girovagare per l’aeroporto di Fiumicino mi era pure capitato di imbattermi in un famoso giornalista di Rai sport, presentatore della Domenica sportiva e di tanti tg sportivi, talmente famoso che non mi ricordo neppure il suo nome. Torno dal tizio dei biglietti che sorridendo mi augura buon viaggio dopo questa straziante odissea. Una volta sull’aereo dimentico di spegnere il cellulare e sono costretto a rialzarmi, ma per fortuna il tizio seduto accanto a me decide di cambiare posto e andarsi a sedere accanto all’amico lasciandomi spazio. Così voliamo alle 20 e vedo il sole tramontare e le tenebre calare, mentre sarei dovuto arrivare a Palermo verso le 16!!! Durante il viaggio, colmo della beffa, una specie di comandante graduato che in tempi di crisi fa le veci delle hostess oltre ai soliti biscottini mi regala una salviettina, quelle di cui facevo incetta nei voli Airone degli anni passati e da usare in campeggio in maniera proficua. Dopo poco più di un’ora atterriamo a Palermo e mi dirigo velocemente verso la zona del ritiro bagagli. Spero che non ci siano problemi e chiedo informazioni sulla situazione del mio bagaglio. Mi dicono che dovrei ritrovarlo assieme agli altri, ma in caso di problemi devo rivolgermi al banco 2. Per fortuna dopo un pezzo ritrovo il mio bagaglio e me la squaglio, nauseato dagli aeroporti italiani, riflettendo sul fatto che riuscivo a capire meglio le informazioni datemi in inglese dai tedeschi che quelle in italiano da italiani in Italia a un italiano. E questo la dice lunga sull’efficienza di ogni cosa che si trovi in questo maledetto paese: fossi stato rimbambito avrei avuto problemi già ad Amburgo, ma guarda caso i problemi sono sorti una volta sbarcati sul suolo patrio. Dopo un pezzo a girovagare credevo di aver perso pure mia madre, ma alla fine la trovo e ci dirigiamo velocemente verso l’auto dove c’è mio padre. Reduci da alcuni giorni al villino di mio fratello gli racconto per sommi capi alcune delle mie disavventure e ci dirigiamo verso casa dove arriviamo attorno alle 22. Incontro per pochi momenti mio fratello che sta uscendo e tornerà a notte fonda. Non ho fame dopo il porcaio che ho ingurgitato durante la giornata e mangio solo una nocepesca. Subito dopo aiuto mia madre ad aprire la valigia che nel frattempo emana un odore misto a radiazioni nocive di terra, fango, erba, indumenti sporchi, plastica sciolta e marciume vario. A quel punto inizio a sentire un po’ di cd nuovi, operazione che si protrarrà da lì a molti giorni e addirittura continuerò a scartare cd e dvd anche l’indomani, non essendo riuscito ad aprirli tutti la sera stessa. Alla fine, dopo una serata al pc vado a dormire attorno all’una. Per la quarta volta per Wacken. For Wacken, four Wacken.

 

Report delle spese (8): oggi riesco a spendere solamente i 2,7 euro per la metropolitana e alla fine del mio viaggio ho speso in totale 431,77 euro. Tra cd e dvd ho speso 354,82 euro di cui 158,49 a Wacken e il resto ad Amburgo.

 

TRASPORTI: 5,4 euro (risparmio di 7,2 euro rispetto al 2008)

MUSICA: 354,82 euro (risparmio di 48,01 euro rispetto al 2008)

CIBO+BIBITE: 23 euro (risparmio di 18,05 euro rispetto al 2008)

RULLINI: 5,99 euro (risparmio di 3,99 euro rispetto al 2008)

ABBIGLIAMENTO: 18 euro (risparmio di 70 euro rispetto al 2008)

REGALI: 0 euro (risparmio di 6 euro rispetto al 2008)

VARIE: OSTELLO 22 euro + METAL MARKET 2,5 euro + ELEMOSINA 0,05 euro = 24,55 euro

 

TOTALE: 431,76 euro

 

Da segnalare che una volta tornato a casa l’agenzia di viaggio mi ha rimborsato 42 euro per il problema con l’ostello, quindi in realtà invece di spenderne 22 ne ho guadagnati venti!!!

 

E proprio oggi che ho finito di scrivere queste righe arriva la notizia della rinuncia al ritorno del vecchio re ferito che a quaranta anni non ce la fa a superare i problemi al collo che lo affliggono dopo la caduta in Superbike. I sogni sono destinati a morire presto, dopo la sensazione di piacere che si prova nell’aver sognato. Proprio come Wacken: un sogno divenuto fin troppe volte realtà e destinato a svanire troppo presto, se non ci fossero queste parole a ricordarmi di averlo vissuto così intensamente. Adesso inizia un nuovo viaggio, il più lungo e difficile e non so dove mi porterà… paradossalmente conosco solo la direzione geografica, ma per il resto c’è solo una nebulosa indefinita. E la nostalgia di Wacken si accompagna al velo dell’incertezza. Chissà se rivedrò mai più l’holy ground.


 

20 anni di Wacken

1 commento

  • anonimo

    wacken

    3 ore 3 minuti di lettura...ah rispetto ai primi anni ora posso dire che qualcuno lo conosco e pure qualche canzone
    Scritto il: 13/08/2009 01:11:07
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