01 Ottobre 2011

HARDCORE SUPERSTAR A TRESCORE BALNEARIO 29-8-2011

PREMESSA
Con ritardo abissale mi accingo a narrare di quello che potrebbe rivelarsi l’ultimo concerto stagionale.
Tanto è accaduto in meno di un mese, ma queste sono storie extramusicali.
Nel precedente report di Wacken raccontavo di come pensassi a questo concerto già ritornando in albergo a piedi, di notte per le vie luminose di Amburgo. Bene, saltiamo avanti nel tempo di tre settimane allora, anche se sto scrivendo oltre tre settimane dopo quella giornata.

PREPARAZIONE
Svegliatomi a un’ora imprecisata del mattino dopo lo strepitoso spettacolo del Gp del Belgio del giorno prima con uno SHOW-macher in grande spolvero, devo fare un bel po’ di cose. Innanzitutto devo ancora andare a pagare la rata dell’affitto di agosto in agenzia. Poi devo sistemare i miei bagagli per il viaggio e tenere costantemente d’occhio internet: da sabato si conoscono le disponibilità per i posti 2011/12 e non ci sono buone nuove. Purtroppo questo pensiero ha rovinato il weekend e continuerà a farlo per i prossimi giorni. In più proprio ieri Angela è partita alla volta di Mantova per cercare di accalappiare un posto e proprio lei mi chiama a ora di pranzo: tra un boccone e l’altro mi comunica di aver finalmente ottenuto un incarico lassù in pianura. Nei giorni precedenti avevo tentato di convincere almeno cinque persone a venire al concerto con me e ovviamente considerando che era un signor gruppo, uno show gratuito e che guidavo io… nessuno era disponibile! Ancora una volta solo e in viaggio.
Ovviamente non ricordo più oggi verso che ora sono sceso da casa, forse attorno alle 15, ma ricordo che faceva moderatamente caldo, vista la data. Per fortuna le previsioni di pioggia erano svanite e le temperature erano un po’ più basse rispetto a qualche giorno prima.

IL VIAGGIO
Come al solito il viaggio inizia con l’incognita del rosso: quanti km riuscirò a fare prima di non restare a secco? Lascio Castel San Giovanni (ah, quanto dolor a digitar questo nome adesso che sono lontano) e mi avvio per la stessa e identica strada che ho percorso esattamente un mese prima, il 30 luglio, per andare al Fosch Fest. Dritto fino a S.Cristina e poi a destra. Sono passato nuovamente davanti alla madre di tutte le Lidl: un megacapannone in provincia di Lodi che rifornirà chissà quante filiali. Arrivato a Casalpusterlengo vario lievemente il tragitto per un paio di km e inizio a percorrere nuovamente la stessa strada: Castiglione d’Adda e Montodine. Faccio benzina pure nella stessa stazione di servizio del mese precedente!! Ma come allora ho dimenticato adesso dove si trovava… Arrivo nei pressi di Crema e poi salgo su verso Romano di Lombardi, Martinengo, Ghisalba, Cavernago. A questo punto vorrei evitare di passare dalla stradina stretta di Bagnatica, ma mi ritrovo comunque alla rotonda dove si tiene il Fosch Fest. E così ci passo per la terza volta ma in quest’occasione proseguo oltre: devo raccapezzarmi tra i mille paesini microscopici che mi attorniano. Indicazioni ovunque: Costa di Mezzate, Gorlago, San Paolo d’Argon, Cenate di Sotto. Sbaglio e giro anche un po’ come una trottola, ma alla fine limito i danni a pochi km di strada ripetuta. Riesco a raggiungere con una certa facilità Trescore Balneario e il luogo del concerto, anche se all’inizio non ne sono sicuro, visto che ci troviamo proprio accanto al cimitero. Mi accerto di essere arrivato al punto giusto, faccio la canonica telefonata a casa e mi avvio a piedi verso il palco.

IN ATTESA DEL CONCERTO
Saranno le 17 o le 18 e devo dire che c’è già parecchia gente. Ovviamente visto il genere le persone hanno un aspetto molto pittoresco. Un buon numero di ragazzi truccati come delle battone e una folta fauna femminile agghindata nei modi più disparati faranno da sfondo a una cornice naturale notevole: ci troviamo sugli accenni di colline bergamasche e il paesaggio è davvero incantevole. Mi pare di vedere una tipa che c’era all’aeroporto di Amburgo con degli amici al ritorno da Wacken. Poi vedo una tizia coloratissima e la sento parlare di supplenze: evidentemente era anch’essa una docente precaria, d’arte in questo caso. Ogni volta che vado in giro (concerti compresi) ultimamente sento sempre parlare di graduatorie e scuola!!!
Accanto ho dei tizi già rimbambiti dalle prime ore del pomeriggio per via dell’alcol tracannato. Vedo passare sventole assurde e accanto a me alla fine si posiziona da una parte un gruppetto che aveva un pollo di gomma che emetteva un lamento inquietante. Inizia il soundcheck del gruppo spalla e sarà abbastanza lungo, con momenti anche divertenti. Il cantante non si trovava e a quanto pare è arrivato in ritardo per non si sa quali imprecisati motivi. Si è presentato per le prove vestito in maniera orripilante e mi pare avesse delle infradito: agghiacciante! Nel frattempo ogni tanto facevano capolino sul palco anche i ragazzi svedesi che ovviamente risvegliavano le ovazioni da parte del pubblico. In lontananza si sentivano chiamare i numeri delle ordinazioni gastronomiche e mi ha ricordato di quella sera a Pegognaga per il festival che non si è mai tenuto. Guardando in giro la gente anche questa volta mi è venuto inevitabile ripensare a Giovanni proprio come successo a Wacken qualche settimana prima per i Crashdiet, solo che ovviamente questa volta con spirito diverso. Ormai è calata la sera e la gente è davvero tanta. C’è anche un piccolo schermo che trasmette le immagini dal palco, ma posto dal lato opposto al mio.



POLLUTION
Non c’è molto da dire del gruppo di apertura: se non sbaglio venivano da Perugia e suonavano anche loro un rock duro ma melodico. Il cantante per fortuna si era cambiato e aveva una voce non molto convincente, in certi frangenti simile agli acuti alla Halford. Comunque trascurabili: già non ricordavo molto a fine serata, figuriamoci ora che è passato quasi un mese!!!



HARDCORE SUPERSTAR
E finalmente venne anche l’occasione di vedere questo gruppo che inseguivo da anni. Con il bello sfondo sul palco che ritraeva la copertina dell’ultimo album “Split your lip” il concerto si apre con una canzone dei Van Halen come intro (se non ricordo male era “Dance the night away”) e l’entrata in scena da simpatico guascone di Jocke e dei suoi compari: ecco a voi gli HARDCORE SUPERSTAR, ovvero quanto di meglio il genere possa offrire oggi come eredi dei Guns’n Roses. Mi trovo sotto la postazione del bassista e il brano di apertura è uno tratto dall’ultimo album “Sadistic girl”. All’inizio si parte con una serie di brani nuovi che avevo sentito giusto qualche giorno prima su youtube, ma che ovviamente non padroneggio. Si comincia a fare sul serio quando il gruppo pesca a piene mani dall’omonimo album “Hardcore superstar”. La storia tutta particolare e romantica dell’acquisto di questo cd ci riporta indietro di cinque anni: era la notte del 3 agosto 2006 e avevo appena finito di assistere al concertone degli Scorpions. Prima di tornare in tenda mi ero imbattuto in questo cd quando ancora a Wacken la sera del giovedì vendevano già i cd fuori dal metal market. Così in un’ideale collegamento questo è il primo concerto che vedo dopo Wacken 2011 nel quale hanno annunciato la presenza degli Scorpions per il prossimo anno! La canzone che dà l’avvio alle danze è “My good reputation”: è una versione veramente sbarazzina e divertente, molto più rock and roll nel senso letterale del termine a livello chitarristico. Jocke salta da una parte all’altra del palco, si piega in avanti e anche i cori degli altri sono precisi e di grande effetto. Durante la pausa del pezzo Jocke nota che si sta preparando un wall of death tra la folla e ancora una volta ringraziano l’Italia per tutto il suo calore nei loro confronti. Il pollo di gomma intanto è sempre presente al mio fianco e sarà uno dei miei incubi durante le riprese, assieme al tizio della security che si ergeva impallandomi tutto. Si prosegue con lo stesso album e con la mitica “Wild boys”: questa canzone è stata la seconda che ho posseduto nella mia collezione, grazie sempre alle compilation di Rock Hard, in questo caso un cd dell’estate del 2005. Grande intesa tra bassista e chitarrista e soprattutto cori meravigliosi nel break lento del pezzo, soprattutto spiccavano le voci femminili e Jocke invitava il pubblico a sefuire il ritmo romantico del pezzo con le mani in alto ondeggianti. A un certo punto Vic Zino sale con la sua chitarra sull’amplificatore e termina la sua esibizione da lì.
Segue a ruota un altro pezzo da novanta e che ho sempre ritrovato grazie ai cari, vecchi cd di Rock Hard: ecco la meravigliosa “Dreamin’ in a casket”. In questo caso il suono è più epico e il ritornello intriso di una dolce malinconia e tutto da cantare, con Jocke che più volte si avvicina tantissimo a noi. E’ comunque un pezzo ad alto tasso di energia e mentre canticchio ricordo quante volte lo suonicchiavo con la chitarra acustica e loro come sottofondo di accompagnamento. Jocke non si risparmia anche in questa occasione: danza con l’asta del microfono, va a stoppare i piatti della batteria di Adde, piazza qua e là al momento giusto un “fucking shit” ed emette versi di accompagnamento durante le parti strumentali. Una delle mie canzoni preferite della serata. Dopo un altro pezzo nuovo si ritorna all’antico con “Simple man” e le espressioni buffe di Jocke che si esibisce anche in alcune scapocciate di accompagnamento vicino alla chitarra. Il più grande rimpianto della serata è stato non riprendere “Someone special”: questa canzone proveniente dal primo album del gruppo aveva qualcosa di familiare e penso di averla sentito in qualche occasione, ma non saprei dire dove, quando, come e perché. Mi sapeva solo di familiare. E’ stata una delle più apprezzate e cantate e devo dire che mi ha conquistato subito e a casa sono andato a riascoltarla parecchie volte su youtube. Forse il momento più romantico della serata, senza comunque essere la solita ballata melensa. Ma gli accendini ci stavano comunque!! Riprendo anche “Medicate me” che non avevo mai sentito prima: una canzone dal ritmo abbastanza duro e ossessivo, tanto che Jocke si esibisce anche in alcuni passi stile marcia da soldato ad accompagnarne le note. “Cry your eyes out” è un altro brano tratto dal disco omonimo e non so se è questa la canzone che Jocke annuncia come raramente eseguita dal vivo e dedicata al fedele pubblico italiano. Ma a questo punto ci avviamo rapidamente verso la fine del concerto e sono in serbo i fuochi d’artificio: si parte con “Last call for alcohol”. Questa canzone l’ho scoperta solamente pochi mesi fa grazie al cd che mi ha masterizzato la mia francese di fiducia. Riascoltandola per giorni prima del concerto direi che mi ha conquistato e infatti dal vivo si è rivelata essere una delle più apprezzate. Ma il momento topico è stato quando Jocke ha iniziato a invitare una serie di gentili signorine sul palco per cantare il coro assieme a lui. Satavano la ringhiera di metallo, poi la staccionata di legno e infine venivano aiutate dallo stesso galante cantante a salire sugli amplificatori e da qui sul palco. Ben prenso il palco si è rimpito di graziose fanciulle e non solo: anche alcuni ragazzi che sembravano usciti direttamente da Los Angeles anni ’80 sono saliti col loro carico di energia sullo stesso palco e perfino il mio vicino pollo di plastica ha fatto la sua parte. Tutti assieme ai microfoni a urlare “Last call for alcoooo-hooooolll”!!! Tra gli ospiti sul palco per i cori c’erano anche i ragazzi dei Pollution esibitisi poco prima. Jocke ha inoltre accennato durante il break a una canzone dei Judas Priest a me sconosciuta “Another thing coming”, accattivandosi ulteriormente le simpatie del pubblico. A seguire ancora un pezzo tratto dall’ultimo album: “Moonshine” viene presentata con Jocke che canta da dietro le quinte in maniera quasi timida con quella cantilena e il pubblico (ancora una volta le voci femminili la facevano da padrone) che accompagnava la sua voce. La chiusura è affidata a un altro pezzo da novanta, ovvero “We don’t celebrate Sundays”. Anche questo brano si trovava nei mitici cd di Rock Hard (praticamente tre canzoni del concerto su tre cd differenti!) e poi sul loro album più acclamato, proprio come molti dei precedenti brani. La canzone è andata per le lunghe proprio per il coinvolgimento del pubblico: Adde, sbucato a salutare da dietro la batteria, ha preso l’ormai famoso pollo e lo ha gentilmente sodomizzato, restituendolo al legittimo proprietario subito dopo. Poi è stata la volta di Vic Zino che, preso il pollo, lo ha scagliato lontano tra la folla: una fine degna per un grande ed eroico protagonista della serata. Il proprietario del pollo e mio vicino, rimasto con l’amaro in bocca, è stato ricompensato dallo stesso chitarrista con una scaletta del concerto. E così il colorato carrozzone degli Hardcore Superstar terminava poco prima di mezzanotte.












SETLIST

Sadistic Girls
Guestlist
Split Your Lip
Liberation
My Good Reputation
Wild Boys
Dreamin’ In A Casket
Bully
Simple Man
Someone Special
Medicate Me
Cry Your Eyes Out
Last Call For Alcohol
Moonshine
We Don’t Celebrate Sundays


Last call for alcohol


We don't celebrate Sundays


Moonshine


Dreamin' in a casket


My good reputation


IL RITORNO
Vagabondo per un po’ di tempo, sperando di incontrare la band, poi penso a tutta la strade che dovrò fare e desisto. Mi avvio verso l’auto, provo a rompere le palle ad Angela che stava per andare a dormire e mi metto in cammino esattamente a mezzanotte, dopo aver fatto un po’ di scorta di gassosa. A questo punto comincia il mio ennesimo viaggio di ritorno e la mente vola esattamente a tre settimane prima, a piedi di notte ad Amburgo mentre pensavo a questo momento che avrei vissuto tre settimane dopo… Intrecci di memorie! In una decina di minuti riesco a districarmi tra i mille paesini e arrivo tranquillo a Bagnatica: da lì ormai è una passeggiata visto che sono di casa. L’itinerario mi porterà verso Crema, ma lì qualcosa si inceppa: inizio a costeggiare altri paesini e arrivo per sbaglio fin dentro alla città. Così mi ritrovo in piena notte a cercare di uscire da Crema, passando anche a una deliziosa chiesa che sembrava un castello di sabbia per le sue forme morbide, tanto da farmi venire il desiderio di fermarmi. Ma proseguo oltre pensando a come uscire da lì e ci riesco dopo un po’ di giri. A questo punto la prossima tappa dovrebbe essere Lodi e da lì proseguire per Pavia. Peccato che anche questa volta imbocco un’altra strada: penso di essere passato da S. Angelo Lodigiano e stavo proseguendo per una strada proprio verso Pavia, peccato che io non dovevo andare là!! Riesco a recuperare la via maestra attraverso alcune stradine di campagna tipicamente padane e mi ritrovo a Belgioioso: da qui in poi sono in zona nota, proseguo fino a S. Cristina e arrivo a Castel San Giovanni verso le 2 di notte. Getto via tutto e poco dopo vado a letto.
L’indomani era previsto l’arrivo di Vincenzo come ospite per alcuni giorni e quel pomeriggio a noi si sarebbe unita anche Sara nel più tragico dei pomeriggi nefasti sulle previsioni di lavoro. In attesa del 31 agosto, il nostro ennesimo giorno del giudizio: l’inizio del terzo capitolo della mia saga lavorativa.
Ma come si dice, questa è un’altra storia e la sto scrivendo giusto da pochi giorni.
Capitolo 3 in lavorazione.

P.S. All’inizio avevo scritto che questo sarebbe stato probabilmente il mio ultimo concerto della stagione. Oggi, 29 settembre, mi son svegliato e…. credo che ce ne potrebbero essere anche altri, molto presto!!!

1 commento

  • Francese di fiducia

    e allora sei bravo solo te

    Perché quando ti ho chiesto di andarci insieme hai fatto finta di nulla?
    Perché non ci siamo più sentiti dopo che sono venuta da te ad Agosto?
    Perché c'era un pollo di gomma?
    Cavolo...urge un altro cd!
    Scritto il: 02/10/2011 14:12:03
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