09 Dicembre 2011

GLENN HUGHES A CORTEMAGGIORE 11-11-2011

Quale modo migliore per celebrare la giornata del grande uno, il giorno palindromo per eccellenza?
Ma andiamo con ordine.

LA GIORNATA
Come ogni venerdì devo svegliarmi alle 7 perché ho la 1 ora. Per essere precisi alle ore 11:11 dell’11-11-11 ero a fare la sorveglianza durante la ricreazione della 1 A, la 1 lettera dell’alfabeto. Quindi diciamo che non sono stati momenti memorabili. Durante la giornata Sebastien Loeb vincerà il suo ottavo titolo mondiale rally consecutivo, divenendo così il pilota più titolato nella storia delle auto, ovvero il numero 1.
Di pomeriggio mi tocca pure il consiglio di classe della 1 C, con tutto ciò che ne consegue dal punto di vista delle lamentele e dei casi estremi…
Guardando il calendario vedo che proprio 11 anni prima c’era stata la grande spaccatura, la Divisione che un po’ ha segnato il mio futuro: quella sera finimmo da una parte io, Gianluca e Ciccio e dall’altra Luca, Piero, Alessandro e Carmelo.
Dopo una cena veloce decido che voglio andare al concerto e così, senza neanche lavare i piatti, scendo da casa credendo che l’apertura delle porte del locale sarebbe stata da lì a dieci minuti. Per fortuna Cortemaggiore si trova solamente a 8 km da casa mia. E stasera non c’è neanche la nebbia.

IL CONCERTO
Arrivato a Cortemaggiore e posteggiata la macchina inizio a vagare e trovo il Fillmore dopo poco tempo: c’è già un po’ di gente ma di aprire non se ne parla e passeranno parecchie decine di minuti, mentre il luogo si va popolando soprattutto di gente attempata: pelati e brizzolati regnano!!!
Dopo la ressa alla cassa smollo i miei 20 euro e mi dirigo all’interno di questo locale storico: si vede che qua c’è stata la storia della musica e la struttura è veramente impressionante se penso ai nostrani localini siculi da quattro soldi. Mi posiziono sotto al palco nel senso letterale del termine e posso stare con le braccia poggiate proprio sulle assi. Peccato solamente che il concerto abbia inizio un po’ tardi e io non sia propriamente sveglio vista la levataccia odierna. Per fortuna verso le 23 si comincia.
Il vecchio Glenn sembra non invecchiare mai, ma anzi ringiovanisce e saltella come un ossesso qua e là per il palco, accompagnato dalla solita band guidata da Matt Filippini e con Alessandro del Vecchio alle tastiere. La scaletta ricalca fedelmente quella del concerto fatto nel 2007 a Palermo e l’inizio è affidato a “Stormbringer” e anche io riprenderò gli stessi pezzi con l’aggiunta del secondo brano in scaletta, ovvero “Might just take your life”. Sempre proseguendo coi Deep Purple abbiamo l’ipnotica “Sail away” e poi il classicissimo della serata, la sempiterna “Mistreated” che mi ricorda la santissimi trinità dei suoi cantanti Coverdale/Dio/Hughes. Questa volta ha un arrangiamento differente rispetto allo scorso concerto, più cadenzata e affascinante, anche se la prestazione di Hughes è al solito su altissimi livelli. Il brano dura come al solito quasi un quarto d’ora permettendo un po’ a tutti i membri di sbizzarrirsi, compreso l’infervorato Filippini con la sua chitarra. Poi inizia la fase amarcord della serata, con i pezzi dei Trapeze suonati dal giovanissimo Hughes ormai oltre quaranta anni fa e c’è anche l’occasione per ricordare Tommy Bolin e il suo unico album coi Deep Purple. La conclusione è ancora affidata a “Soul mover” e all’esplosiva “Burn”.
Durante il concerto zio Glenn fa accenno all’11-11-11 e alla sua valenza simbolica (che sapesse già qualcosa che non poteva ancora dire..??). E poi altro momento topico quando la fascia del suo basso s’è rotta e hanno trafficato un bel po’ con lo skotch per ripristinare l’attacco, ma Hughes non si è perso d’animo e mentre gli altri hanno continuato a suonare senza il basso lui si è dilettato nelle vesti del frontman.
Provo a restare un po’ dietro i camerini e attendere di rivederlo dopo quattro anni, ma dopo un po’ di autografi e foto era già andato via. Così me ne torno a casa visto che lavoro anche domani e arrivo a casa verso l’1 di notte. Bel modo di concludere l’anno musicale 2011. Anche se in realtà non era ancora finita…

L’ALTRA GIORNATA
Infatti mentre ero al concerto dall’altra parte dell’oceano in una megaconferenza stampa si annunciava ciò che si vociferava tra mille smentite da mesi, se non da quando il glorioso Dio ci ha lasciato.
I Black Sabbath sono tornati!
Osbourne, Iommi, Butler, Ward assieme per un nuovo album che mancava dal 1979 e per un nuovo tour mondiale. La formazione storica si è ricomposta dopo una vita e alla soglia dei 70 anni. Forse è davvero questo l’ultimo grande regalo che Ronnie James Dio ci ha lasciato.
E ovviamente la mia mente è entrata subito in fibrillazione per vedere IL gruppo.
Ma queste sono già storie musicali del 2012.
Addio grande 1.



Might just take your life


Sail away


Mistreated


Burn

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